Questo no, quest’altro neanche

Certi dirigenti italiani sono intrallazzoni, non rispettano il mercato, provengono da famiglie oligarchiche che non favoriscono i meritevoli ma gli amici degli amici.
Queste argomentazioni, e simili, sono ripetute fino alla noia da numerose personalità della sinistra. Poi – penso a Telecom o Alitalia, evidentemente – emerge la possibilità di un acquirente straniero, e apriti cielo, dobbiamo difendere l’italianità, non dobbiamo farci invadere, il Piave mormorava, eccetera eccetera. Ma insomma, chi dovrebbe gestirla, la Telecom, Frate Indovino?
Se il giudizio deve essere solo quello del merito, allora la nazionalità non deve contare: chi è più bravo è più bravo indipendentemente da dove è nato. Se mai un giorno avessimo finalmente una legge decente sulle quote televisive, chi pensate che entrerebbe, nel mercato televisivo?
Per qualche fettina forse De Benedetti, qualcosina forse la prenderebbero le cooperative, ma l’ingresso in scena più impetuoso sarebbe quello di Murdoch. E giù di nuovo allora a piagnucolare sull’italianità. Davvero, lo scenario mi sembra quello di una noiosa riunione di condominio.
Tutti a lamentarsi delle scale. Poi qualcuno propone l’ascensore, e scoppia il putiferio. Almeno finché non si trova un altro buon motivo per lamentarsi…

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