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Cupo e ironico

Oggi ho voglia di autocompiacimento, perdonatemi ma se non fossimo un po’ narcisi non perderemmo tempo con l’arte , e voglio godermi una breve recensione del mio racconto "il richiamo" leggibile qui http://www.kultvirtualpress.com/articoli.asp?data=223 in cui il mio testo viene definito "cupamente ironico". L’appellativo mi piace moltissimo, sa di chiaroscuro, di contrasto, di agrodolce. Non so se posso meritarmelo, ma caspita, ne sono fiero. Cupo e ironico. Uao. Come la vita. Lontano milioni di anni luce eppure sulla stessa strada che fu di grandi autori. Queste sono soddisfazioni. PS L’autore dell’articolo non è mio cugino. E non l’ho pagato. Anche se forse dovrei.

Una campagna assorbente

Difesa dei diritti delle donne! Emancipazione! Diritto alla sicurezza e alla libertà! In una campagna elettorale scialba in cui neppure i pubblicitari sembrano credere, ho visto stamattina un manifestino che mi ha fatto pensare: caspita! Che la sinistra si sia risvegliata? Che ci sia un partitino che ha deciso di riprendere i temi cari della sepolta battaglia femminista? Niente di tutto questo. Trattasi di una pubblicità di un prodotto per l’igiene intima delle donne nei loro giorni particolari.
Altro che battaglia su tema avvolgente, qui siamo alla battaglia assorbente…

Annunci d’amor

Sfoglio distrattamente un giornale di annunci, il mio sguardo cade sulla pagina degli annunci (non quelli soft-core della case d’appuntamenti, che pure meritano perché talvolta sono spassosi, ma quelli delle agenzie matrimoniali). E non ho potuto resistere alla tentazione di raccogliere alcune chicche. Prima del brano tratto fedelmente (ho solo saltato alcuni passi) trovate i miei commenti.
Attendi pure fiduciosa:
"30enne nel pieno della sua bellezza, sogna ancora il suo principe azzurro"
Ufficio reclami
"Vedovo vorrebbe riavere una moglie"
L’utero in affitto in Italia è vietato:
"42enne di belle maniere cerca ragazza che gli possa dare il figlio da lui sempre sognato"
Stirarsi prima la camicia:
"56enne tranquilla e romantica conoscerebbe uomo onesto e sincero, ordinato nel vestire
Oh, che poeta!
"La primavera più felice della mia vita spero abbia inizio con un tuo sorriso"
Cercasi colf alla pari:
"Ho una bellissima casa ma troppo vuota senza il sorriso di una donna"
Modesto e realista:
"Il mio lavoro mi appassiona ma vorrei concederti l’onore di averti al mio fianco"
Caspita, si è fatto tardi!
"Il mio lavoro mi ha talmente assorbita che ho compiuto 30 anni senza accorgermene"

Associazione Via Nuova, Statte, 15 giugno 2004

Che emozione vedere il paese rivestito con i manifesti della Via Nuova con la copertina del libro!!
 Foto ricordo. E chi se la scorda questa giornata?
Foto ricordo. E chi se la scorda questa giornata?

Continuando quella che sembra una tradizione dei presagi negativi, anche la presentazione di Statte aveva avuto qualche imprevisto tecnico. Avevamo infatti deciso, con largo anticipo, che l’avremmo tenuta il pomeriggio del 14 giugno. Ero in ferie, avrei potuto prendermela comoda, anche un ritardo non ci avrebbe messo in difficoltà. Se non che, qualche settimana prima, ci rendiamo conto che lunedì 14 giugno alle 18 c’è Italia-Danimarca. Facile fare gli snob adesso con il senno di poi: che sia stata la più brutta nazionale degli ultimi vent’anni l’abbiamo scoperto dopo, ma il 14 giugno nessuno immaginava un noioso e sputacchioso 0-0. Per cui abbiamo spostato al 15 la presentazione, che è stata una pagina bellissima del mio personale album dei ricordi.

Arrivo a Statte sonnacchioso, ho dormito cinque ore in due notti, ma non posso fare a meno di notare i manifesti che l’Associazione Culturale Via Nuova ha affisso in tutto il paese, di cui vi do prova nell’immagine sopra. Ci sono anche degli inviti bellissimi. Mi sento traboccare di riconoscenza e responsabilità; con un’attesa così, bisogna fare le cose per bene. Ci sarà anche il sindaco Giuseppe Mastromarino, la stampa locale rappresentata dalla giornalista Dolores Palantoni (finora hanno scritto di me solo donne, caspita, potrei montarmi la testa). Non è difficile fare le cose per bene quando si coinvolge una personalità del calibro di Vittorio De Marco. Storico insigne, professore associato di Storia contemporanea presso la Facoltà di Economia dell’Università del Molise, collaboratore delll’Istituto “Luigi Sturzo” di Roma, direttore della Biblioteca Arcivescovile “G. Capecelatro” di Taranto (prendo un attimo il fiato) autore di una biblografia sterminata cui vi rimando (personalmente credo che tutti i cattolici progressisti dovrebbero leggere il suo “Le barricate invisibili. La chiesa in Italia tra politica e società (1945-1978), Congedo Editore, Lecce 1994.”), eccetera eccetera eccetera, avrete insomma capito che Vittorio De Marco che presenta Bello Dentro è un po’ come Dante Alighieri che presenta Topolino.
Da sinistra: Vittorio De Marco, Carmine Caputo, Salvatore Vitti e Giuseppe Mastromarino

La sala dell'Associazione Via Nuova prima e dopo la presentazione: sono rimasti quasi tutti fino alla fine!
La sala dell'Associazione Via Nuova prima e dopo la presentazione: sono rimasti quasi tutti fino alla fine!

Vittorio l’ha fatto per amicizia e gliene sono grato, ma non pensate che abbia dato un’occhiata al libro, abbia fatto due battute e via. Niente affatto. Il pomeriggio precedente la presentazione mi ha accolto a casa sua armato di un taccuino fitto fitto di sette pagine di appunti, richiami, osservazioni, analisi del mio romanzo. Roba da svenire per la felicità. Grazie Vittorio. E grazie al sindaco Mastromarino che ha faticato non poco a recuperare una copia del romanzo (ahi ahi ahi distribuzione tasto dolente) e alla fine ha voluto comprarlo come tutti gli altri. E grazie agli amici dell’Associazione Via Nuova (Annamaria Romano, Franca Donvito, Salvatore Vitti e tutti gli altri, nessuno escluso!) per la straordinaria organizzazione, a Dolores Palantoni per gli articoli che trovate in rassegna stampa, alla cara professoressa D’Amore, mia indimenticabile insegnante di italiano alle scuole medie, che ha portato con sè alla presentazione un mio tema del 1988 che ha conservato. Argomento: lo sciopero. Già a tredici anni davo preoccupanti segnali. Grazie, grazie a tutti quelli che hanno partecipato, a Francesco Caputo per le riprese da cui ho tratto queste foto.

Da sinistra: Vittorio De Marco, Carmine Caputo, Salvatore Vitti e Giuseppe Mastromarino

PS Agli amici dell’Associazione Via Nuova: il nome del vostro circolo richiama “A via nov”, cioè il nome con cui gli stattesi hanno sempre chiamato la via in cui sono cresciuto. Perché non ridargli il nome che gli spetta, e che adesso è attribuito a Vittorio Emanuele III, re che dopo aver ceduto l’Italia in mano ai fascisti se l’è data a gambe nel momento della crisi?
Io quando devo scrivere il mio indirizzo scrivo Vittorio Emanuele, senza specificare “III”, perché spero si confonda con il II, che si ricorda con più rispetto!!

Eccomi con il premio ricevuto
Eccomi con il premio ricevuto

Mi piacerebbe ancora di più scrivere Via Nuova, 74010 Statte. Chissà. Non ne so molto di toponomastica, ma ci dovremmo almeno provare.