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Il ricalcolo post cacchiata

navigatoreSuccede anche ai più attenti: ti attardi a leggere il nome di un via e la metti a fuoco quando ormai l’hai superata, ti rendi conto che duecento metri in auto non sono poi così tanti, dai retta ai clacson che ti strombazzano nelle chiappe e tiri dritto sbagliando la svolta buona.

E lì, inevitabilmente, parte il “ricalcolo”. Il navigatore cioè si rende conto che hai fatto una cagata, ma non te lo fa notare, sensibile com’è, e cerca un’alternativa. Tanto a fartelo notare sarà tua moglie che ti griderà contro ecco lo dicevo io imbranato testone ci farai fare tardi un’altra volta. Ma questa è un’altra storia. Il buon navigatore non si perde d’animo: può darsi che attenti alla tua vita, invitandoti a fare una inversione U sulla statale che nemmeno Villeneuve contro Arnoux avrebbe osato tanto. Può darsi che ti faccia allungare il percorso di 15 km, ma tanto ha ragione lui, sei tu l’imbecille che non ha svoltato al momento giusto. Può darsi che ti proponga di attraversare il giardino di una coppia di pensionati che stanno giocando a burraco, ma una soluzione, il navigatore, te la da.

Quanto sarebbe bello avere un navigatore anche nella vita di tutti i giorni? Una ricalcolo della cacchiate. Uno che, dopo che hai detto no al colloquio che avrebbe dato una svolta alla tua vita, ti suggerisce subito di tornare indietro e magari implorare il selezionatore di ripensarci. Uno che dopo che hai dichiarato il tuo amore alla bellissima compagna di classe, ti indica che strada fare per mantenere la tua dignità quando lei lei lo racconterà alle amiche, con le lacrime agli occhi per le risate e una mano sui fianchi piegati. Anche più semplicemente uno che ti fa recuperare con una battuta dopo che hai chiesto ad un amica di quanti mesi è incinta, per sentirti rispondere che sono tre anni che non batte chiodo e al massimo potrebbe partorire della pasta asciutta.

Insomma, un navigatore post cacchiata ci farebbe comodo. Con quella freddezza dell’algoritmo che non scoppia a ridere, non si incazza e soprattutto non va a raccontare in giro che hai sbagliato l’imbocco della tangenziale. E però no, non funziona così. Perché il navigatore ha una destinazione precisa che abbiamo inserito all’inizio, sa che deve portarci lì. Il ricalcolo delle cacchiate non potrebbe aiutarci perché nemmeno noi sappiamo di preciso dove vogliamo arrivare. Al limite sappiamo che vogliamo raggiungere una bella casa con giardino vicino al mare, ma non abbiamo l’indirizzo. Più che auto in tangenziale, somigliamo ad autoscontro che girano e si scontrano all’impazzata, finché la carica non finisce.
Provate a portarvi un navigatore su un autoscontro.

Niente da fare, tocca evitare le botte da soli e sperare che la carica duri abbastanza.

La uno, la due o la tre?

Alcuni hanno notato come il presidente del consiglio si sia comunicato durante la messa per i funerali di Vianello.
Già di quest’uomo sentiamo parlare in pubblico e privato perennemente, lasciamo che i suoi rapporti con il Superiore restino affar suo.
Però, trattandosi del primo ministro e di una messa ripresa in televisione, ovviamente il fatto non è passato inosservato a tutti quei divorziati a cui è impedito di ricevere la comunione perché la chiesa non riconosce il divorzio e li considera, per banalizzare il concetto, delle persone che vivono apertamente nel peccato. A quel punto il Vaticano avrebbe potuto trovare tre risposte

  1. Risposta cinica ma onesta: siamo avvinghiati a questo governo che ci garantisce un po’ di soldini per le nostre scuole private extralusso, ci fa degli sconti ogni volta che può e per il quale facciamo spesso e volentieri campagna elettorale. Potevamo negare un favore così ad un amico?
  2. Risposta liberale: noi come chiesa diamo le indicazioni sulla strada che secondo noi porta alla salvezza, ma non abbiamo nessun potere di negare di avvicinarsi a Dio ad alcun uomo. Sarà poi lui, se si comunica nel peccato, a dover fare i conti con la sua coscienza e con il giudizio del creatore
  3. Risposta assurda, incredibile, imbarazzante, inadeguata e ridicola: dal momento che Berlusconi si è divorziato dalla seconda moglie, e che meno per meno fa più, per noi adesso è tornato ad essere felicemente sposato con la prima moglie in grazia di Dio. 

Indovinate quale delle tre risposte hanno dato (o meglio, ha dato Monsignor Fisichella in un’intervista al Messaggero). Un aiutino: secondo questa versione la chiesa accetta benevolmente i divorzi, a patto che siano sempre in numero pari. Se divorziate dieci volte va bene, nove no.

Lotta all’aids

Mentre l’Unaids annuncia che sono oltre 40 milioni i malati di aids nel mondo, la Chiesa afferma che è la castità l’unica strada per prevenire questo male. Come ragionamento non fa una piega. D’altronde, se tutti andassimo a piedi risolveremmo il problema del traffico, e quello degli incidenti stradali. Se abolissimo il calcio non ci sarebbero più tifoserie violente. E potremmo abolire i partiti, e il parlamento, così non avremmo più divisioni politiche, e ci governerebbe un uomo scelto per diritto divino; se smettesimo una volta per tutte di usare internet, televisione e giornali sconfiggeremmo per sempre la pornografia. Potremmo eliminare l’elettricità e usare torce e camini, limitando i problemi del consumo energetico, e se le donne la smettessero di pretendere di lavorare potremmo chiudere gli asili nido e rilanciare la famiglia.  Se fosse loro impedito di uscire da sole, ridurremmo la piaga della violenza sessuale.
Sono un cattolico praticante, ma qualche volta dissento.
Potremmo tornare al Medioevo, certo.
E morire di guerre di successione…