Una notte al museo

Ecco uno di quei film che solleticano la parte infantile che è in noi e le regalano un paio d’ore di sano divertimento.
La storia è semplice: nel museo di storia naturale di New York (bellissimo, se avete l’occasione visitatelo, è un milione di volte più appassionante dei tristi cadaveri di animali impagliati europei) gli “ospiti” prendono vita di notte, e creano non pochi problemi al nuovo custode notturno, l’imbranato Ben Stiller.
Il resto sono gag a profusione (indimenticabile la “scemo scemo, dammi gomma gomma”: stupida ed esilarante come la vera comicità), effetti speciali accurati, ritmo ben gestito con pause e accellerazioni, attori che si divertono e si vede (oltre a Ben Stiller c’è un Robin Wiliams più in parte che mai, Owen Wilson, Mickey Rooney e tanti altri).
Il bello di questi film – ma quando impareremo a farli anche noi italiani? – è che riescono a essere divertenti senza essere volgari, a coinvolgere i bambini e gli adulti, a giocare con la storia e la cultura mantenendo comunque quel rispetto per i libri e i musei tipicamente anglosassone.
Ma soprattutto, adoro questi film per le reazioni snob che generano, perché mi divertono i commenti di chi li considerano bambinate noiose cercando di darsi un tono, di chi ne parla male per far capire che lui sì che ne capisce di cinema.
Ma il cinema, oltre che un arte, è anche un’industria: e sono film come questo che andrebbero studiati nelle scuole di cinema italiani, se vogliamo avere un futuro, altro che la Corazzata Potemkin (con tutto il rispetto per Ejzen?tejn, era solo per fare un esempio…)

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