Mostrotica

Ormai siamo abituati al fatto che il browser tenga traccia dei siti che visitiamo, e non basta certo cancellare i dati dal nostro computer per risolvere i problemi di privacy: il nostro provider sa che probabilmente vogliamo cambiare macchina, che ci piacciono le monovolume, che ci divertono i videogiochi in flash e magari che abbiamo un debole per le donne maggiorate che si mostrano senza veli. Sono dati che non possono usare, solo la magistratura può accedervi se c’è un’inchiesta, ma insomma, sono dati che sono lì, inutile prendersi in giro con navigazioni anonime o chiavi criptate.
Ebbene, immaginate un mondo dove c’è anche un registro informatico che contiene i prodotti del nostro frigorifero, da dove per esempio si capisce che stiamo cercando di metterci a dieta visto che prendiamo barrette nutritive, ma che è uno sforzo inutile visto che abbiamo budini alla vaniglia; un mondo dove sanno cosa guardiamo in televisione, sanno che facciamo zapping quando in tivù appare quel ministro lì, e che magari abbiamo visto un film su un emittente locale di cui non saremmo orgogliosi di parlare a cena con gli amici. Se vi sembra un orizzonte lontano da grande fratello sappiate che non è così, la domotica, la scienza della casa del futuro, inserisce database, archivi e memorie ovunque.
Per scopi condivisibili, per carità, per memorizzare le nostre usanze, adattare la casa alle nostre esigenze, programmarla. Ma io non voglio che sia scritto da qualche parte che mi piace dormire con la finestra chiusa perché mi da fastidio la luce o che consumo troppa acqua quando mi lavo i denti. Saranno pure sacrosanti fatti miei, no?
Per ora sì. Per ora…

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