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Gnocca day

Vi immaginate come sarebbe divertente la campagna elettorale (e in generale la vita politica) se i nostri governanti abbandonassero il motto “Fate quel che dite e non fate quel faccio” cominciassero a predicare proprio come razzolano? Avrei già un paio di idee su cosa potrebbe accadere.

Gnocca Day

Cancellato il Family Day con quelle polverose e noiose favole sulla famiglia, i valori, la tradizioni. La nuova festa, già dal nome, indica qual è l’unico vero valore che guida i governanti. Della famiglia quindi si salvano solo le mogli, se giovani, e le figlie femmine tra i 15 e i 35 anni. Già immagino l’affluenza record a questa manifestazione con discorso del premier e premiazione delle debuttanti

Fecondazione assistita

Il governo si dichiara favorevole alla fecondazione assistita. Ma non quella porcheria della sinistra con medici, analisi, ospedali. Ad assistire alla fecondazione sono direttamente gli italici governanti che prontamente si sacrificano con eroico impegno e si sostiuiscono all’omuncolo sterile o impotente (e quindi probabilmente comunista) per favorire la riproduzione della specie

Riforma del sistema radiotelevisivo

Il cda della Rai è nominato direttamente dal primo ministro durante le vacanze estive e dura un anno. Il casting comincia a maggio e si conclude prima dell’inizio della scuola per permettere alle aspiranti show-girl il rientro per le elezioni.

Scuola

Corsi di reality show a partire dalla scuola superiore e per le migliori stage presso la presidenza del consiglio previo invio di curriculum con foto fronte retro

Non so voi, ma io un paese così lo troverei senz’altro più coerente.

Contratto o scherzetto?

Fino a dicembre tutti i canali sono gratis. L’auto è tua e non paghi fino ad aprile. Utilizza tutti i nostri servizi, è gratis fino a Natale.
Sì d’accordo, siete molto generosi, mi fate un sacco di proposte invitanti. Ma dopo? Cosa succede dopo?
Io voglio sapere se mi ritroverò una mazzata, un contratto capestro, un abbonamento che si rinnoverà automaticamente per sette generazioni, un finanziamento con il tasso del 35%.
Voi uscireste con una bella ragazza che vi dice “sono una gnocca fino alle 23”? E dopo? Diventi un rospo? Ti cresce la barba come ai licantropi?
E vi fidereste di un medico che vi dicesse prenda questa medicina, starà sicuramente bene per tre giorni? E dopo, e dopo? Dopo muoio? Il dopo ci interessa, il dopo è il futuro.
Io starei attento a chi ci parla solo dell’uovo oggi, e non ci spiega del mostro domani: ci sono tanti mostri in giro, e non solo ad Halloween…

Dacci una rubrica, Milena

Con questo mio post non voglio neanche lontanamente mettere in discussione la venerante adorazione che nutro nei confronti di Milena Gabanelli e in quello che fa con Report.
I servizi sono fatti bene, sono avvincenti, hanno ritmo, la giuste dose di ironia, coraggio.
Riescono a mantenere ascolti validi in prima serata in un palinsesto televisivo caratterizzato da tonnellate di gnocca più o meno diffusa ed esibita e volgarità elevata a status quo.
Però, Milena, Milena.
Mia cara Milena, ti parlo da adorante ad adorata, lo sguardo mesto e il capo chino. Lo so che a Taranto l’abbiamo fatta grossa. L’hanno, visto che io ci torno solo in vacanza e poi a dire il vero sono della provincia. Il fallimento è stato eclatante, così come la disastrosa situazione ambientale, la follia di chi vuole il rigassificatore accanto alla raffineria e ai container sudcoreani, che se proprio uno sbaglia manovra pazienza, una provincia in meno, in Puglia ce ne sono altre 5, si allarga un po’ il golfo. Insomma, siamo messi male.
Ma visto che ci citi praticamente tutte le volte, e una volta per l’inquinamento, e una volta per l’assenteismo, e una volta per le finanze dissestate, perché non dedicarci una rubrica? Invece della buona notizia, la rubrica che tira un po’ sul il morale ai telespettatori potrebbe intitolarsi: Meno male che non stiamo a Taranto.
Che ne dici? Non sarebbe che il primo passo verso un vero e proprio spin-off, una trasmissione tutta dedicata a Taranto. Risparmieresti sull’inviato, che potrebbe risiedere nella città dei due mari. Ogni tanto cambialo però sennò si intossica.
Pensaci, Milena. Oppure dimenticaci. Ma quella citazione, un bo’ buttata là, a tradimento, quando si parla di sfighe, no, non farla più, non ce la meritiamo.