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Contro lo sporco si fa presto

Il metro per valutare una pubblicità deve’essere l’efficacia, non la bellezza. Anche perché la prima si può calcolare in soldini per l’azienda, la seconda è soggettiva. Detto questo, ieri, mentre ero in fila in auto, ho guardato la reclame (parola d’altri tempi, ma in questi casi ci vuole) di un detersivo appiccicata su un autobus. Sempre meglio di quelle di biancheria intima che mi fanno sbandare, questo è sicuro. La reclame diceva più o meno “Contro lo sporco si fa presto. Con BIO PRESTO”, o qualcosa del genere. Sulle prime ho avuto un moto di incredulità: essendo la sera del martedì grasso, ho pensato si trattasse di un carro allegorico. Invece no, ho guardato bene, la pubblicità recita proprio così, non è neanche una rima come hai tempi di Calimero, è proprio una tautologia, con Biopresto si fa presto, già allora mi aspetto i prossimi con Svelto fai più svelto e quante coccole con coccolino. Queste pubblicità sono il frutto di investimenti miliardari, non è che a uno viene una idea e si fa, sono il risultato di analisi, studi, ricerche. Evidentemente il produttore ha analizzato, studiato, ricercato, ha caoncluso che il suo cliente è un babbeo, ed ecco la pubblicità come logica conseguenza? Ma io non voglio comprare un prodotto per babbei! PS Mi sono documentato.
La pubblicità è una citazione di uno slogan tradizionale di molti anni fa.
Molto chic, retrò, citazione colta.
Ah. Be’.
Allora….


Non mi piace lo stesso.

Non conta la bandana ma il cervello che c’è sotto!

Gli Articolo 31 in un’immagine tratta da sito www.mtv.it

Di solito per farsi bello uno dovrebbe citare poeti e filosofi, e la citazione è tanto più raffinata quanto più antica è la fonte. Ma io non ho intenzione di farmi bello – e già tanto se mi pettino ogni tanto – e cito nel titolo una frase che ho sentito ieri sera (concerto MTV a Bologna) pronunciata dagli Articolo 31 alla fine della loro esibizione.

Mi sembra adeguata visti i tempi in cui al vuoto pneumatico delle idee si risponde con la presunta cura dell’immagine. Ribadiamo un minimo di buon senso: le bandane stanno bene in testa ai pirati, ai cantanti e ai ragazzi in vacanza. Ai primi ministri in veste ufficiale, no. E il fatto che si stiano trapiantando dei capelli non mi pare una giustificazione solida.

Visto che recentemente è stata approvata una bella legge (e smettiamola di chiamarla cattolica, è cattolica quanto le crociate e l’inquisizione, io sono cattolico ma non mi indentifico in tali comportamenti) che di fatto impedisce la maternità per alcune coppie e aumenta i casi di aborto, ne approfitto anche per ricordare l’articolo 31 della Costituzione, da cui ha preso il nome la band. Per non parlare dei mille euro a chi ha un secondo figlio (così possono comprarsi il decoder del digitale terrestre) negati alle coppie miste e delle riforme scolastiche che se continua così presto sostituiranno l’intervallo con i consigli per gli acquisti ed i Promessi Sposi con Elisa di Rivombrosa…

Riscopriamo l’Articolo 31!

Art. 31 della Costituzione Italiana

La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo