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Il calzino infilzato

Qualche giorno fa il presidente della banca mondiale Paul Wolfowitz si è recato in visita in Turchia

I calzini del presidente

e finalmente ha permesso di aggiornare lo stantio settore delle barzellette e delle storielle divertenti sui confronti culturali.
Quello, per intenderci, che va dai rutti di approvazione dei mediorientali alla mania di sorridere e annuire dei giapponesi anche quando non sono favorevoli.
Il nostro si è presentato alla moschea di Edirne, accompagnato dalle autorità locali, e si è tolto le scarpe in segno di rispetto, mostrando al mondo intero una coppia di calzini bucati.
Ora, ci sono due spiegazioni. La prima, è che Wolfowitz ha due alluci taglienti come lame di coltello, per cui all’ora di pranzo ha già bucato quelli indossati la mattina.
La seconda, è che il politico ed economista abbia voluto lanciare un messaggio chiaro: guardate come siamo messi, noi che ci vantiamo di essere la principale istituzione economica al mondo. Se questa scelta dovesse avere dei proseliti, già si temono i pantaloni con la toppa sul cavallo di Bush e le mutande sfilacciate di Padoa Schioppa.
Orrore.

Ops, m’è esploso il vaso

Box pubblicato da diversi quotidiani italianiAppena l’ho vista ho pensato ad uno scherzo, ad una di quelle pubblicità costruite per creare uno shock di finta informazione giornalistica.
Invece è proprio vero: ci sono vasi che per un problema di fabbricazione vanno in frantumi più facilmente di quanto non si creda. Se ne avete, riportateli indietro. I dettagli li vedete nell’immagine, il box è stato pubblicato sul Resto del Carlino e La Repubblica, e chissà quanti altri giornali. Che il vetro è un materiale fragile, non lo scopriamo certo oggi grazie a questi campioni nordici; che però sia importante non mettere le mani sulla base o vicino ad essa neanche per restituirla, è veramente inquietante…
PS Se l’avete regalato a vostra suocera o al vicino di casa antipatico, complimenti! Mai regalo fu più azzeccato!Non gli faremo sapere nulla.

Oltraggio al biliardino

Sono da questi piccoli segnali che si intuisce che la fine del mondo non è troppo lontana.

Quando si manomette, si oltraggia, si deprime anche un caposaldo della nostra cultura come il biliardino, portato alla giusta popolarità mondiale negli anni scorsi dalla serie televisiva “Friends”, allora non si ha proprio più rispetto per la sacralità della creatività umana.

L’immagine che vedete l’ho scansionata da un volantino di un centro commerciale: è il biliardino, o calcio balilla per i nostalgici, con due sole stecche e tre calciatori.
Di tentativi di reinventare un gioco che non è possibile migliorare in quanto perfetto ce ne sono stati tanti: da bambino possedevo il “dribbling”, una specie di Subbuteo meccanico con i calciatori che tiravano spingendo un pulsante. Divertente, ma niente di che. C’è stato anche chi ha provato a produrne per sei, otto giocatori; goliardate estive come il gelato all’orzo o il monopattino con l’autoradio, giochi da burloni.

Ma questo obbrobrio l’hanno proprio messo in vendita, e non costa neanche poco. Spero solo che un’ondata di disprezzo collettivo e sdegno si abbatta contro questa ciofeca e la lasci a marcire negli scaffali, all faccia di chi, dopo questa schifezza, starà progettando il tennis con due racchette e la bici a tre ruote…