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State attenti ad Expedia

[Attenzione, l’articolo è di quasi quindici anni fa. Nel frattempo è plausibile che molto di quanto descritto sia cambiato, ndr]

Mi dispiace parlare male di aziende o servizi, perché so che dietro c’è comunque il lavoro di persone serie e il loro impegno, ma segnalare le disfunzioni può forse servire a migliorare il loro operato. Per cui devo darvi un consiglio, vista l’esperienza personale: state attenti ad Expedia.
Ecco quello che mi è successo. Premetto che in passato ho comprato online di tutto, dai libri agli elettrodomestici, compresi ovviamente i biglietti aerei e le prenotazioni alberghiere. Mi è capitato di prenotare senza problemi con lastminutetour.com e opodo.it. Per un viaggio a New-York, ho deciso di provare Expedia: indubbiamente, specie quando si parla di Stati Uniti, la loro offerta è ricchissima e i prezzi concorrenziali. Seleziono viaggio e albergo, controllo le modalità di pagamento e verifico la disponibilità della mia carta di credito ricaricabile, già usata altre volte.
I soldi ci sono, faccio l’ordine.
Transazione non eseguita, riprovare.
Riproviamo, e di nuovo la transazione non va. In compenso mi accorgo che mancano più di mille euro dalla carta di credito. Provo a telefonare, ma il numero telefonico di Expedia, a pagamento, non è disponibile nei giorni festivi. Allora chiamo allarmato Cartasì, fanno delle verifiche e mi dicono che sono stati prenotati più soldi della disponibilità, e le carta è stata bloccata.
La faccio breve e vi risparmio i dettagli: la sostanza è che Expedia ha “prenotato” sulla mia carta di credito più soldi di quanto non fosse la spesa complessiva. Il loro call center è evasivo, dice che stanno lavorando per risolvere il problema, inventa delle scuse. In banca mi spiegano che probabilmente accade questo: tu ordini un acquisto di 5 euro di volo e 5 di viaggio, sulla carta hai 12 euro, per cui sei tranquillo; Expedia prenota i 10 euro, comunica l’ordine alla compagnia aerea che a sua volta prenota altri 5 euro sulla tua carta. A quel punto gli euro prenotati diventano 15, e non bastano più.
Ovviamente non c’è traccia di tutto ciò sul contratto, o sul sito, negano tutto anche al telefono e solo alla terza telefonata una addetta al call center si lascia scappare che in effetti sì, sono a conoscenza del problema. Navigando su Internet ho scoperto che sono in parecchi ad aver avuto lo stesso problema con Expedia, e succede anche con le carte di credito normali, cioè non ricaricabili: anche in quel caso se la cifra prenotata supera il platfond, patatrac, siamo allo stesso punto.
Ci fosse scritto da qualche parte: occhio, se spendete 10 euro, dovete averne la disponibilità per 15. E invece no. Io vi ho avvisato, state attenti. PS La prenotazione dei soldi e quindi il blocco è immediato, per ridarteli cartasì ci mette 21 giorni. Per cui a volare non siete voi ma il pacchetto vacanze, che vi saluta e fa ciao ciao dal finestrino…

Il calzino infilzato

Qualche giorno fa il presidente della banca mondiale Paul Wolfowitz si è recato in visita in Turchia

I calzini del presidente

e finalmente ha permesso di aggiornare lo stantio settore delle barzellette e delle storielle divertenti sui confronti culturali.
Quello, per intenderci, che va dai rutti di approvazione dei mediorientali alla mania di sorridere e annuire dei giapponesi anche quando non sono favorevoli.
Il nostro si è presentato alla moschea di Edirne, accompagnato dalle autorità locali, e si è tolto le scarpe in segno di rispetto, mostrando al mondo intero una coppia di calzini bucati.
Ora, ci sono due spiegazioni. La prima, è che Wolfowitz ha due alluci taglienti come lame di coltello, per cui all’ora di pranzo ha già bucato quelli indossati la mattina.
La seconda, è che il politico ed economista abbia voluto lanciare un messaggio chiaro: guardate come siamo messi, noi che ci vantiamo di essere la principale istituzione economica al mondo. Se questa scelta dovesse avere dei proseliti, già si temono i pantaloni con la toppa sul cavallo di Bush e le mutande sfilacciate di Padoa Schioppa.
Orrore.

Ops, m’è esploso il vaso

Box pubblicato da diversi quotidiani italianiAppena l’ho vista ho pensato ad uno scherzo, ad una di quelle pubblicità costruite per creare uno shock di finta informazione giornalistica.
Invece è proprio vero: ci sono vasi che per un problema di fabbricazione vanno in frantumi più facilmente di quanto non si creda. Se ne avete, riportateli indietro. I dettagli li vedete nell’immagine, il box è stato pubblicato sul Resto del Carlino e La Repubblica, e chissà quanti altri giornali. Che il vetro è un materiale fragile, non lo scopriamo certo oggi grazie a questi campioni nordici; che però sia importante non mettere le mani sulla base o vicino ad essa neanche per restituirla, è veramente inquietante…
PS Se l’avete regalato a vostra suocera o al vicino di casa antipatico, complimenti! Mai regalo fu più azzeccato!Non gli faremo sapere nulla.

Oltraggio al biliardino

Sono da questi piccoli segnali che si intuisce che la fine del mondo non è troppo lontana.

Quando si manomette, si oltraggia, si deprime anche un caposaldo della nostra cultura come il biliardino, portato alla giusta popolarità mondiale negli anni scorsi dalla serie televisiva “Friends”, allora non si ha proprio più rispetto per la sacralità della creatività umana.

L’immagine che vedete l’ho scansionata da un volantino di un centro commerciale: è il biliardino, o calcio balilla per i nostalgici, con due sole stecche e tre calciatori.
Di tentativi di reinventare un gioco che non è possibile migliorare in quanto perfetto ce ne sono stati tanti: da bambino possedevo il “dribbling”, una specie di Subbuteo meccanico con i calciatori che tiravano spingendo un pulsante. Divertente, ma niente di che. C’è stato anche chi ha provato a produrne per sei, otto giocatori; goliardate estive come il gelato all’orzo o il monopattino con l’autoradio, giochi da burloni.

Ma questo obbrobrio l’hanno proprio messo in vendita, e non costa neanche poco. Spero solo che un’ondata di disprezzo collettivo e sdegno si abbatta contro questa ciofeca e la lasci a marcire negli scaffali, all faccia di chi, dopo questa schifezza, starà progettando il tennis con due racchette e la bici a tre ruote…