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L’ha detto il telegiornale

Incidenti mortali, rapine, proteste per la crisi economica, scioperi, operai incatenati davanti alle fabbriche, criminalità organizzata all’opera.
Assisto scioccato ad una serie di notizie una peggiore dell’altra, non riesco nemmeno a rendermi conto di cosa stia succedendo. Poi afferro il telecomando e tutto si fa più chiaro: ma certo, che stupido.
Stavo guardando un telegiornale locale, uno estraneo alla poltiglia Raiset. Cosa vado mai a pensare.
Rimetto su Rai Uno, ed ecco che il soggiorno torna ad essere invaso dalle dichiarazioni di politici che affermano di avere ragione, dalle nuove collezioni primavera estate, dai consigli dello chef su come condire il tartufo e dai soliti risultati sbandierati dell’Auditel.
Tiro un sospiro di sollievo mentre le immagini delle boutique a Cortina d’Ampezzo piene per la settimana bianca mi tranquillizzano: va tutto bene, l’ha detto la televisione.

La Cina ? vicina…

Sabato mattina ho scoperto che le pila della mia videocamera (di quelle piccole e piatte, sembrano pastiglie e servono solo a memorizzare data e orario) era scarica. Esco per comprarne una nuova, mi avvio versi il negozio di Computer Discount ma, cosa vedo, sono ormai passate le 12,25 e i solerti dipendenti hanno già chiuso la serranda con precisione più italiana che Svizzera. Si sa come sono gli stipendiati, poca voglia e che si venda o no poco cambia; allora vado da un negoziante di hi-fi, qui c’è il professionista che deve conquistarsi il pane giorno dopo giorno, qui troverò quel che cerco, questi non chiudono mai. Infatti è aperto, ma strabuzza gli occhi quando gli parlo della pila tipo calcolatrice, siccome sono preparato all’evenienza mi sono portato dietro quella scarica, gliela faccio vedere, no no, io non ne vendo, niente. Quasi gli avessi chiesto un chilo di carciofi, magari mi avrebbe risposto meno seccato.
Sto ormai per tornare a casa, quando mi rivolgo ad uno di quei negozietti che sono apparsi come funghi negli ultimi tempi. Niente insegna, niente pubblicità: si capisce che vende un sacco di roba. Casalinghi, ferramenta, giocattoli, di tutto. E’ il negozio di una famiglia orientale, probabilmente cinese. Chiedo le pile senza troppa convinzione. Ce le ha, e me la vende a 30 centesimi. Magari fra tre giorni è scarica, ma se penso ai 5 euro che ho pagato quella di marca dal fotografo, sono comunque contento. basta una mattina in giro a capire l’origine della nostra crisi, più che decine di commentatori economici…